Riflessione su Madre Teresa

Il suo messaggio dice a tutti gli uomini che tutti possono contribuire a rendere questo mondo un po’ piu’ giusto e fraterno. Non c’è bisogno di andare nelle bidonvilles del terzo mondo per offrire il nostro amore, per mostrare la nostra compassione. Possiamo farlo proprio qui, intorno a noi, laddove migliaia di dimenticati soffrono di una malattia molto peggiore della lebbra dei Paesi poveri, una malattia che si chiama solitudine, la sensazione di essere indesiderati, rifiutati, abbandonati da tutti.

Fame nel mondo, un paradosso

"Dove troveremo tutto il pane per sfamare tanta gente? " dice una canzone degli scout, e la tanta gente è costituita da circa 900 milioni di persone sui 6200 milioni di abitanti totali della Terra. Lo conferma la FAO nella Giornata dell'alimentazione. Eppure non sarebbe un problema irrisolvibile se si lanciasse quella" alleanza internazionale ", suggerita dalla FAO, economica ma anche di ricerca e di imprese per sconfiggere il grande nemico: la fame. Se si dividesse tutto ciò che la terra produce per i 6.200 milioni di abitanti della Terra, nessuno avrebbe fame.Invece c'è ineguaglianza nei consumi e nella distribuzione, e molti paesi industrializzati utilizzano la maggior parte delle risorse disponibili, a scapito dei paesi poveri. La fame dei poveri dipende, quindi, in gran parte dalle egoistiche abitudini alimentari, dagli sprechi dei paesi ricchi.Oltretutto, molti paesi poveri, per denaro, sono costretti a produrre le derrate da esportare, utilizzando terreni che potrebbero essere coltivati per gli alimenti dei loro stessi abitanti. Un altro aspetto negativo è rappresentato nei Paesi poveri dall'arretratezza agricola, dalla mancanza di informazioni scientifiche, dalla mancanza di apparecchiature e macchinari progettati per risolvere problemi di aratura, irrigazione, produzione e conservazione degli alimenti. La alleanza internazionale contro la fame presuppone la crescita e diffusione di cultura e ingegneria della solidarietà. Nascerà mai in qualche nostra Università, una cattedra di questo genere ?

( da un articolo di Giorgio Nebbia, Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 17 ottobre )

Le attività missionarie e la nostra parrocchia

Le attività missionarie svolte dalla nostra parrocchia non costituiscono un capitolo a ponte della testimonianza della carità affidata al gruppo “IL GABBIANO”, ma ne completano il significato poiché, allargando i loro orizzonti, sollecitano la nostra attenzione anche ai bisogni del Sud del Mondo.
“La Chiesa che è in Bari-Bitonto è consapevole della sua identità missionaria” (dal libro del Sinodo, n. 223), per cui, proprio per dare voce ai senza voce e speranza ai più bisognosi fra i bisognosi, propone, servendosi di appositi organi, tutta una serie di iniziative. Sta ai credenti delle varie parrocchie, con la loro attiva partecipazione, sostenere la diffusine del Vangelo, anche mediante i nuovi mezzi di comunicazione sociale.
Un missionario scriveva: “Sono troppi , e tra questi molti cristiani, che ritengono la possibilità di un mondo come una chimera, un sogno di bambini o di teste calde. Costoro hanno già chiuso, si sono arresi, sono figli della morte. Dio ha detto si a quanti non si rassegnano”.
Se sei fra quelli che non si rassegnano, se ami la vita e non la morte, se ami le sfide opponendo il bene al male, se sei una testa calda che sa divertire e far divertire chi soffre, se sai donare, oltre ad un po’ del tuo denaro, anche un po’ del tuo tempo libero mettendo a disposizione il tuo saper fare e il tuo saper essere, UNISCITI a noi. Troverai persone che tentano di dare una risposta a chi ne ha bisogno. A volte non si conosce abbastanza Dio e questo ci blocca. A questo si potrebbe rimediare partecipando a qualche messa in più o ascoltando qualche catechesi (a proposito, lo sai che ci sono posti in cui, per ascoltare una santa messa o una catechesi, la gente percorre chilometri di strada a piedi impiegando giornate intere per arrivare a destinazione?). Se accendendo il televisore, ti capita di commuoverti nel vedere quanti bambini muoiono di fame in ogni parte del mondo, potresti adottarne uno solo o una comunità intera. Il costo o la distanza la deciderai tu, l’importante è il cuore con cui lo fai.
Sapevi che ogni hanno centinaia di missionari, religiosi e religiose, laici e laiche, muoiono in terra di missione? Noi non ti diciamo unisciti a loro, sarebbe troppo bello se tu lo facessi, ma potresti unirti a noi nella preghiera e nelle veglie programmate apposta per loro.
La diocesi propone anche convegni, tavole rotonde, marce, gemellaggi, ritiri spirituali, momenti di preghiera e condivisione.
Le attività missionarie possono essere tante e partendo da principio che la prima terra di missione siamo noi stessi, noi ti diciamo: “PARLACI DI TE”.
Tu, nonno che ha vissuto le paure della guerra, raccontaci la tua esperienza; oppure tu, mamma, casalinga, disoccupata che ha perso il marito, come hai fatto a mandare avanti la tua famiglia di cinque figli? Anche tu, extracomunitario che vivi lontano dai tuoi cari e dalle tue tradizioni, raccontaci la tua storia.
A qualsiasi fascia di età tu appartenga o qualunque sia la tua posizione sociale, noi t’invitiamo a raccontarci le opere buone che ogni giorno, nel tuo piccolo e nel silenzio compi solo per la gioia di dare gloria a Dio.
Se proprio non siete d’accordo con i nostri punti di vista, diteci i vostri perché; tenteremo di dialogare con tutti voi.
Sapete?! Chi vi scrive è una casalinga di media età, a cui la vita ha offerto sia gioie che amarezze, ma che ha avuto la fortuna di trovare una comunità che l’ha accolta e che le ha insegnato a non arrendersi mai.
Grazie a tutti, vi voglio un mondo di bene.

 

 

.

 

HOMEPAGE